Direttore di farmacia in libera professione: aspetti critici

Direttore di farmacia in libera professione: aspetti critici

Dopo aver discusso della possibilità di lavorare al banco per un farmacista libero professionista, affrontiamo un'altra casistica. Il tema del direttore di farmacia non dipendente, bensì libero/a professionista, è spesso discusso sui gruppi specializzati. In Italia esistono molti casi di direttori freelance, ma tuttavia si tratta di un fenomeno recente poco esplorato dalla legislazione. Sul piano astratto un contratto libero professionale con il direttore di farmacia non è espressamente vietato; sul piano pratico è fortemente sconsigliato. La natura del ruolo lo rende un rapporto stabile e continuativo — l'opposto della libera professione — e quindi facilmente riqualificabile come subordinato. Ecco i punti critici.

Che ruolo ha il direttore di farmacia

Il direttore non è un semplice preposto aziendale. È il garante della regolarità tecnico-sanitaria della struttura, sia verso l'autorità pubblica sia verso i pazienti. Non è una figura liberamente attribuibile: la legge prevede casi e requisiti specifici per ricoprire questo incarico. Da questo ruolo discendono obblighi precisi: responsabilità tecnica, vigilanza continua, continuità operativa. Sono proprio queste caratteristiche a creare il problema quando si prova a inquadrarlo come libera professione.

Perché un contratto libero professionale è problematico

Non esiste una norma che vieti espressamente un contratto a partita IVA con il direttore responsabile. Ma quando si guarda al rapporto attraverso gli indici che la giurisprudenza usa per distinguere autonomia e subordinazione, il direttore di farmacia risulta molto lontano dalla libera professione. Un incarico che richiede presenza, vigilanza e continuità descrive un rapporto continuativo. Anche ipotizzando una prestazione parasubordinata, un contratto del genere sarebbe sicuramente e facilmente oggetto di riqualificazione in caso di controversia.

L'incompatibilità sistematica

Oltre al singolo rapporto, c'è una lettura d'insieme. Considerando il Testo Unico delle leggi sanitarie e la legge 362/1991, articolo 8, si delinea una sorta di incompatibilità sistematica: il ruolo di direttore, per come è costruito, mal si concilia con l'inquadramento in libera professione e con lo svolgimento di attività in altre farmacie.

Cosa succede in caso di ispezione

È un aspetto che può emergere proprio in sede ispettiva. Quando arrivano i controlli — NAS, ASL, Ispettorato Nazionale del Lavoro — si guardano anche le condizioni di regolarità e i rapporti occupazionali. Un direttore inquadrato come libero professionista è una posizione esposta, perché la funzione che svolge è difficilmente compatibile con quel tipo di contratto.

In sintesi

•     Nessun divieto espresso, ma forte sconsiglio sul piano pratico.

•     Il ruolo (responsabilità tecnica, vigilanza, continuità) è lontano dalla libera professione.

•     Contratto facilmente riqualificabile in subordinato in caso di controversia.

•     Incompatibilità sistematica desumibile dal Testo Unico e dalla L. 362/1991, art. 8.

•     Rischio concreto in sede di ispezione.

Domande frequenti

Si può fare il direttore di farmacia con la partita IVA?

Astrattamente non è vietato, ma è sconsigliato: la natura del ruolo rende il rapporto facilmente riqualificabile come lavoro subordinato.

Perché il direttore di farmacia non è inquadrabile come libero professionista?

Perché è il garante della regolarità tecnico-sanitaria, con obblighi di vigilanza continua e continuità operativa: caratteristiche di un rapporto stabile, opposto alla libera professione.

Il direttore di farmacia può lavorare in più farmacie?

La lettura sistematica di Testo Unico e L. 362/1991 (art. 8) delinea un'incompatibilità che rende problematico lo svolgimento dell'incarico in più strutture.


Questo è l'orientamento emerso dalla nostra esperienza di liberi professionisti e dal confronto con i nostri legali di riferimento: una bussola, non un parere personalizzato. Per il tuo caso specifico, fatti sempre seguire da un professionista.

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