Bonus Partite IVA 2026: anche per il farmacista freelance?
Nelle ultime settimane la notizia ha circolato molto: il bonus da 500 euro mensili previsto dal Decreto Coesione è stato esteso, con un messaggio INPS di fine gennaio 2026, anche ai liberi professionisti under 35 titolari di partita IVA. Tra le categorie esplicitamente incluse ci sono anche i farmacisti. Vale la pena capire di cosa si tratta, a chi si applica davvero — e perché, nella pratica, la maggior parte dei farmacisti freelance difficilmente potrà usufruirne.
Bonus partita IVA 2026: cos'è
Il bonus è un contributo di 500 euro al mese, erogabile per un massimo di 36 mesi, fino a un totale di 18.000 euro. L'importo viene anticipato su base annuale e non costituisce reddito imponibile: non viene tassato e non richiede rendicontazioni di spesa. La misura nasce nell'ambito del Programma nazionale Giovani, Donne e Lavoro 2021–2027, cofinanziato dall'Unione Europea, ed è pensata per sostenere l'avvio di attività autonome da parte di giovani in uscita dalla disoccupazione. Inizialmente rivolta alle sole imprese, è stata ampliata ai liberi professionisti con il messaggio INPS n. 270 del 27 gennaio 2026, a seguito di una precisazione del Ministero del Lavoro.
La finestra straordinaria per la presentazione delle domande da parte dei lavoratori autonomi è stata fissata dal 31 gennaio al 2 marzo 2026, esclusivamente in modalità telematica tramite il portale INPS.
Requisiti
Per accedere al bonus è necessario soddisfare contemporaneamente queste condizioni:
• Avere meno di 35 anni al momento dell'apertura della partita IVA.
• Essere stati in stato di disoccupazione al momento dell'avvio dell'attività.
• Aver aperto la partita IVA tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.
• Operare in uno dei settori previsti dal decreto attuativo del 3 aprile 2025, riconducibili agli ambiti dell'innovazione, della digitalizzazione e della transizione ecologica — un perimetro che include anche le professioni sanitarie.
Per quanto riguarda i codici ATECO, i farmacisti possono fare riferimento al codice 74.99.99 "Altre attività professionali, scientifiche e tecniche n.c.a." e al codice 86.99.09 "Altre attività per la salute umana n.c.a." secondo la classificazione ATECO 2025 — gli stessi individuati dall'ENPAF per identificare l'attività professionale del farmacista libero professionista.
Perché riguarda anche i farmacisti
L'estensione ai liberi professionisti e la menzione esplicita delle professioni sanitarie — tra cui farmacisti, medici e veterinari — nella comunicazione INPS è una novità rilevante sul piano formale. Riconosce che il lavoro autonomo in ambito sanitario rientra a pieno titolo nelle politiche di sostegno all'autoimprenditorialità giovanile, e non è una categoria residuale. Per un farmacista under 35 che avesse aperto la partita IVA tra luglio 2024 e dicembre 2025 partendo da una situazione di disoccupazione, il bonus rappresenterebbe un supporto concreto: 500 euro al mese non coprono i rischi di una libera professione, ma alleggeriscono significativamente la fase di avvio, quando il fatturato è ancora discontinuo e le spese iniziali — apertura partita IVA, commercialista, strumenti di lavoro — si concentrano tutte insieme.
Perché difficilmente potranno usufruirne
La misura è tecnicamente accessibile ai farmacisti, ma nella pratica i requisiti si combinano in un modo che esclude la grande maggioranza di chi lavora in libera professione nel settore. L'ostacolo principale riguarda la condizione di disoccupazione al momento dell'apertura. Anche tra chi riesce ad aprire la partita IVA prima dei 35 anni, è molto raro che lo faccia partendo da una situazione di disoccupazione formale. Il percorso tipico del farmacista che sceglie la libera professione è diverso: si inizia con turni, sostituzioni o un contratto part-time — situazioni che non configurano la disoccupazione nel senso richiesto dalla misura. In questo momento storico, con una carenza di farmacisti diffusa su tutto il territorio nazionale e una domanda di collaboratori che supera largamente l'offerta, la probabilità che un farmacista giovane si trovi in stato di disoccupazione prima di aprire la partita IVA è ancora più bassa.
Il risultato è che i requisiti del bonus — under 35, disoccupato, attività avviata tra luglio 2024 e dicembre 2025 — descrivono un profilo che nel mondo reale della farmacia esiste, ma è molto minoritario. Chi corrisponde a questa combinazione ha sicuramente senso verificare la propria situazione e presentare domanda entro la scadenza. Per tutti gli altri, la misura rimane una notizia interessante sul piano della tutela formale della categoria, ma poco rilevante nella pratica quotidiana.
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